by Ilsorrisodielena

Il giorno che ti diranno che non puoi viaggiare perché tua figlia sta male ,prendi un camper e la tua vita cambierà.

Scoprirai che potrai viaggiare più di prima.Viva la #camperterapia

Quando in un nucleo familiare arriva la malattia cambiano improvvisamente tutte le prospettive e le priorità avute fino a quel momento, condizionando fortemente la vita di ogni componente.
Se il malato è un bambino, l’approccio è ovviamente differente rispetto ad un adulto e si tende a creare attorno ad esso una realtà virtuale che gli consenta di vivere la miglior vita possibile.
In presenza di fratelli occorre agire in maniera che essi non diventino “malati di riflesso”, condannati ad una vita di rinunce.
Undici anni fa scoprimmo che Elena era affetta da qualcosa di non comune e sopratutto di non curabile, il nostro secondo figlio Daniele era appena nato e da allora, visti i frequenti ricoveri della sorella, trascorse parte della sua infanzia in ospedale.
Negli anni successivi, con il decorso della malattia, diventammo più consapevoli e all’arrivo del nostro terzo figlio, Luca, rafforzammo il nostro impegno a non cedere per nessun motivo alle difficoltà dovute alla malattia di Elena, cercando quanto possibile di creare attorno ai bambini situazioni di normalità.
L’aspetto più difficile è sempre stato quello legato alla mobilità tanto per lunghi spostamenti, quanto per quelli brevi: la preparazione dei medicinali ogni 3 ore in un contesto di igiene, le continue necessità fisiologiche, la stanchezza improvvisa, fame e sete continue, erano e sono tutt’ora gli aspetti da affrontare ad ogni uscita.
Serviva qualcosa che ci aiutasse a gestire la mobilità a misura di Elena, un pezzo di casa da portare con noi, un bagno, un frigo, una cucina e un letto….anzi molti letti..e le ruote😊
Il nostro primo camper, un pò ” VINTAGE” ma ampio e accogliente, è arrivato con questo scopo e in prospettiva, pensando ai futuri spostamenti tra Roma, Firenze e Bologna, città chiave per il progetto di ricerca che sta prendendo forma per nostra figlia.
Avendo un camper siamo diventati Camperisti!!!!
Vi sembra banale?? Non lo è, credetemi.
Questo è un aspetto centrale a cui non avevamo pensato nel decidere l’acquisto. Principalmente perché vedendoli da fuori, i camperisti, era fin troppo facile farsi una opinione sbagliata; apparentemente un pò snob, sempre rilassati mentre ti danno un’occhiata distratta al semaforo. Decisamente lontani dal nostro standard di vita e di aspettative😊
Non è per nulla banale perché ora, al netto dello snob che non possiamo permetterci, stiamo vivendo un’esperienza clamorosamente positiva per i nostri figli e per noi genitori che, nonostante l’impegno necessario per la preparazione di ogni uscita, viviamo nell’attesa di quella successiva, fosse anche di una sola notte. Il bello è che SI PUÒ FARE, quando, come e dove si vuole con le naturali limitazioni di distanza ,budget e salute.
Sono nate, del tutto naturalmente, amicizie importanti con persone diversissime per l’età, estrazione sociale e interessi generali con le quali si sono condivisi pranzi, cene, serate, escursioni come a quota 3000 sul Monte Rosa o più semplicemente tra gli splendidi scorci del nostro Appennino Ligure. Alcuni di questi nuovi amici sono persino entrati attivamente in gioco nella causa della nostra bambina.
La Elena appunto….
Dopo la diffidenza iniziale, tipica di mia figlia, lei ha accettato di buon grado la nuova esperienza, tanto da rovesciare completamente la situazione: prima era un problema uscire di casa per andare in qualche luogo, ora il problema è tornare a casa, in attesa della prossima uscita in camper.
Il fratellone Daniele….preadolescente, un pò chiuso, è colui che, dopo Elena, ha subito il condizionamento dovuto alla malattia di lei. Ha compreso che qualcosa è cambiato nell’organizazzione del tempo libero, principalmente che è diventato davvero “libero”. Ha fatto suo il concetto “Presto si parte” e dove arriva instaura buoni rapporti con i coetanei ma anche con gli adulti, dai quali è incuriosito. Si lascia coinvolgere in raccolte funghi o brevi escursioni ma partecipa volentieri anche a chiacchierate.
Il fratellino Luca…tipo indipendente e istrionico, non ha vissuto le vicissitudini della sorella e per ora non ne percepisce la gravità. Capisce invece che così ci si diverte davvero. Si tuffa in piscina profonda anche se non sa nuotare, si immerge, nuota sott’acqua, riemerge per prendere aria e torna sotto per percorrere ancora qualche metro, e così via. Va da se che non lo molliamo un attimo però è inutile tentare di dissuaderlo.
Nell’ultima uscita è stato coinvolto da alcuni dei nostri nuovi amici camperisti nel rimuovere definitivamente le rotelle dalla bici; con invidiabile pazienza e dedizione questi lo hanno seguito, rialzato dalle cadute e consolato.Alla sera pedalava come un veterano della MTB.
Io e lei guardiamo e rimaniano sorpresi di noi stessi e dei nostri figli, della serenità che aleggia in quei momenti.
Le cose normali diventano novità, da preparare il pranzo a coricarsi per la notte.
Noi che di serenità ne abbiamo un gran bisogno per non perdere la direzione presa, o peggio, la testa, abbiamo la convinzione che molte “dosi di camper” prese così, a caso, senza misurino, ma anche “l’abuso” del dosaggio, sia una formidabile terapia non solo per Elena per la quale il camper è stato scelto ma per tutti i membri della famiglia che in maniera diversa ne traggono giovamento, uscendo dalla solitudine e trovando la consapevolezza di essere gente normale, solo con un problemino in più da risolvere.
Ci sentiamo quindi di consigliare a chiunque sia in difficoltà per una ragione simile alla nostra o piu semplicemente vuole scoprire che fuori c’è ancora molta umanità ad attenderlo , di provare ad assumere “camper”.
Una vera #camperterapia!
Non serve ricetta!
Non c’è controindicazione!